Ciro è il simpatico nome con cui è stato ribattezzato il cucciolo
di dinosauro rinvenuto nel parco geopaleontologico di Pietraroja.
Attualmente, questo importantissimo reperto archeologico, come
altri eccezionali reperti è in mostra a Benevento. Il piccolo
dinosauro Ciro, lo Scipionyx Samniticus. La vita e' presente
sulla terra da oltre tre miliardi di anni. Il Sannio e' ricco
di queste testimonianze, il patrimonio paleontologico del beneventano
e', infatti, conosciuto fin dal XVIII secolo ed e' studiato
abbondantemente in Italia e all'estero. Questo patrimonio copre
un arco di circa duecento milioni di anni (dal Triassico superiore
fino ai giorni nostri). Alcune località, come Pietraroja, erano
probabilmente delle lagune simili a quelle che oggi si trovano
nei mari tropicali. I massicci montuosi del Taburno-Camposauro
e del Matese si sarebbero formati per azioni delle forze tettoniche
solo milioni di anni più tardi. Nel Sannio , a Pietraroja, oltre
all'eccezionale scoperta del dinosauro,sono stati ritrovati
pesci e rettili cretacici ed un antenato dell'odierno coccodrillo
vissuti oltre cento milioni di anni fa. Questo di Pietraroja
e' il primo ritrovamento di dinosauro in Italia che presenta
caratteristiche che altri dinosauri nel mondo non hanno. Si
tratta infatti di un cucciolo di "teropode" che e' un carnivoro
appartenente ad un gruppo di dinosauri di piccola taglia come
il "velociraptor" ed è l'unico dinosauro al mondo in cui gli
organi interni si sono conservati a posto. Questo fossile lo
Scipionyx Samniticus e' particolare perche' si tratta di un
cucciolo che da adulto avrebbe raggiunto i due metri. Questo
cucciolo di dinosauro ci permettera' di avere informazioni anche
su altri dinosauri e ci consentirà di rivedere la paleobiogeografia
italiana del mesozoico secondo la quale si ritiene che l'Italia
130 milioni di anni fa fosse ricoperta da oceani. La presenza
di animali terrestri, come i dinosauri, dimostrerebbe che in
Italia ci sarebbero state delle terre emerse più di quanto non
si pensasse. Pietraroja era conosciuta già dal 1789 da Scipione
Breislak che aveva scoperto i primi fossili di Pietraroja, che
i re Borboni avevano l'abitudine di regalare ai loro colleghi
sovrani delle altre parti d'Europa.