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Il SANNIO
è la zona appenninica centrale dell'Italia meridionale.
Nel corso dei secoli i suoi confini sono variati secondo i periodi
storici. Certamente, la sua massima estensione si ha nel VI secolo
A.C. quando i popoli Sanniti cominciarono a rivaleggiare con Roma
per il predominio della penisola italica.
All'epoca, i suoi confini erano delimitati a Nord dal fiume Sangro,
a sud dal fiume Ofanto, ad ovest dalla pianura campana e latina
ed a est dalle colline dei Frentani e dal tavoliere delle Puglie;
questo territorio corrisponde quasi interamente con le attuali provincie
di Campobasso, Isernia, Avellino e Benevento.
Il territorio è caratterizzato da una serie di massicci montuosi,
intervallati da altopiani e vallate:
· A Nord troviamo le pendici della Maiella;
· Al centro la lunga catena del massiccio del Matese, con
il prolungamento ad Ovest dei monti Trebulani;
· A Sud la catena del Taburno ed i monti Irpini;
· Verso est, invece il paesaggio è caratterizzato
da una serie continua di colline ondulate con altezze medie di circa
6oo metri.
Queste serie ininterrotte di altopiani e vallate, più o meno
piccole, a volte senza sbocco, sono rese fertili da un'infinità
di piccoli ruscelli e fiumiciattoli, con scarsissime portate stagionali,
che durante l'estate mettono a nudo i loro letti ciottolosi.
La totalità dei fiumi, con percorsi quasi paralleli, a partire
dal Sangro, Trigno, Biferno, Fortore, Ofanto sfociano nell'Adriatico,
mentre il solo Volturno, con il suo affluente Calore, sfocia nel
Tirreno.
Il territorio Sannita è aspro, impervio, ma nello stesso
tempo pittoresco. Terra aspra, agricoltura praticata verso altezze
sorprendenti, per poi cedere posto:
- a volte a pascoli disseminati di pietre, cespugli, arbusti ed
erbe aromatiche;
- a volte a boschi di querce (nelle zone meno alte) e faggi , mentre
nelle zone in cui non predomina il calcare troviamo dei castagneti.
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